"Scrivere poesie non è difficile.Difficile è viverle.." Charles Bukowsky

mercoledì 17 ottobre 2012

L'autore del mese: Miriam Badiani


 

 Carissimi lettori,  mi è gradito presentarvi una poetessa contemporanea, Miriam Badiani, conosciuta in modo occasionale in quel fantastico mondo variegato del social web in internet. 

Da una prima lettura dei poemi sono rimasto colpito dalla sensibilita’ della sua lirica, testimonianza di una singolare liberta’ d’accento e ricchezza espressiva.

Bisogna sottolineare che ci troviamo di fronte ad una riuscita straordinaria, non tanto per la natura della ricerca della perfezione metrica e dei suoi risultati, quanto, invece, per l’implicita e chiara dimostrazione che per la sua intrinseca vitalita’ le liriche possono affrontare la fusione con materiale riflessivo, risolvendo nell’atto dell’incontro i suoi bisogni formali:

Ascolto il silenzio/di un’estate trascinata/nei falò del tramonto.

 Siamo ciò che rimane al risveglio/negli angoli nascosti dell’ alba-“

Ogni poesia di Miriam nasce da uno slancio esistenziale laddove questa peculiarita’ viene ottemperata in modo elegante, dolce, non aggressivo,…mai ridondante e, soprattutto, lontano da rigurgiti retorici. Per lo piu’ la sua poesia diviene forza interiore che sviluppa una concezione vitale dove la poesia non è piu’ “ leggenda” bensi’ movimento costante dell’intero essere vivente.

A volte, nel suo percorso introspettivo sussiste una ricerca velatamente tormentosa ai propri interrogativi ma, la ricerca o analisi stessa, diviene sempre lucente, capace di raggiungere cristalli di pura ontologia e di etica umana senz’alcuna banalita’ ai contenuti stessi.

Dominano nelle sue parole  il respiro dell’anima in uno spazio di liberta’ assoluta:

Avremo mani per poi sostenerci/

trasportati da venti più leggeri/

rivivendo ogni volta il sapore/

dei gesti che abbiamo adorato”

mettendo in moto  tutto l’essere del microcosmo poetico stesso cesellandolo in settori dove tutto è “hebel”, cioe’: vento, soffio, Dio che e’ silenzio, sogno che si infrange all’alba, goccia che evapora, silenzi rarefatti…

Disperazione ed amore diventano categorie del suo pensiero, una necessità coinvolgente che sconfina nella dolce canzone in cui la logica dei sentimenti si compone nella colorazione assai piu’ impegnativa anche se il comune denominatore ispirativo rimane quello  esistenziale

Non esiste arrivederci più dolce/nella distanza di un bacio d’amore”

una verita’ prettamente “umana” non poetica; un magma in attesa di prendere forma ed essere modellato laddove ogni essere umano conduce la propria esistenza rintuzzando il proprio male contenendolo nel grande bacino del sentimento e dell’amore.

Concludendo vorrei citare un pensiero ed un aforisma di un filosofo a me caro, Tagore, per allinearli al dettato della lirica di Miriam Badiani,…lo stesso usava dire:

“Non piangere quando tramonta il sole, le lacrime ti impedirebbero di vedere le stelle”.

“La lezione piu’ importante che l’uomo possa imparare in vita sua non è che nel mondo esiste il dolore,ma che dipende da noi trarne profitto, che ci è consentito trasformarlo in gioia”.

 Ho scelto tre delle sue liriche che meglio si identificano con l’anima della poetessa:

 

FARFALLA DI CENERE

Ascolto il silenzio

di un’estate trascinata

nei falò del tramonto.

Dondola una farfalla nera

sui fiori della memoria.

Dolce amarezza

nella fragile danza

volta alle ombre.

La bellezza

nella morte

dalle ceneri rinasce.

 

DISTANZA DI UN BACIO

Siamo ciò che rimane al risveglio

negli angoli nascosti dell’ alba

quando silenziosi e rarefatti

ci rivestiamo di ciechi bagliori

Avremo mani per poi sostenerci

trasportati da venti più leggeri

rivivendo ogni volta il sapore

dei gesti che abbiamo adorato

Solo la tua bocca potrà consumare

ogni mia fiamma tracciata nel buio

Non esiste arrivederci più dolce

nella distanza di un bacio d’amore

 

FRAMMENTO ROSSO

Non guardare, Ariel.

La luna è solo pietra

tra stelle oscure

in attesa di una Luce

quando Dio è silenzio.

Chiudi gli occhi.

Angeli che bruciano trafitti

sugli altari dell’uomo

È qui l’ultimo volo.

A sinistra piccolo cuore.

Non esiste pietà

solo gelido fumo.

Lacrime dall’Inferno

per ardere all’Alba.

Un frammento rosso.

Le ali , Ariel.

lunedì 24 settembre 2012

La poesia italiana? Tra mafie e politica di Donatella Bisutti




Carissimi lettori, stamattina un mio collega di lavoro mi ha lasciato sulla  scrivania un ritaglio  di  giornale  inerente l' intervista della poetessa Donatellla Bisutti apparsa sull'Avvenire in data 19 Settembre 2012 dal titolo emblematico "La poesia italiana? Tra mafie e politica"....E' interessante capire le motivazioni di una grande poetessa ...le stesse che con molto meno clamore ho gia' avuto in passato modo di esternare in questo blog.

Prima di entrare nello specifico vorrei postare un link dove poter leggere il curriculum biografico della poetessa in questione.     http://donatellabisutti.it/

Come soprariferito prendo spunto da un passaggio dell'intervista:

D: "Chi è oggi il poeta, come lo riconosce?"

R:" Niente purtroppo è piu' inflazionato oggi del termine "poeta", che chiunque si attribuisce da se'. Io Preferisco dire che, quando mi riesce, scrivo poesie"

D:" La poesia, la scrittura devono essere un servizio non un palcoscenico. ritiene invece che spesso il narcisismo e l'ambizione personale degli autori offuschino, magari in modo irreparabile, l'attuazione di questi edificanti propositi?"

R: " Un poeta deve essere umile come chiunque abbia ricevuto un dono, che come tale va messo al servizio degli altri e non deve certo essere usato per glorificare se stessi. Il poeta, al di fuori del momento in cui scrive la poesia, puo' essere anche una persona esecrabile. Per fortuna pero' la poesia va al di la' del poeta."

D: "Spesso si fa piu' carriera con il potere che con la qualita'. Dalle sue parole si deduce che persino la poesia, qui da noi, soffre di clientelismo e appoggi stratificati, che non premiano l'eccellenza ma favoriscono il diffondersi di uua mediocrita' di maniera..."

R: " Sempre piu' spesso mi dico che la poesia, da noi è come la politica perche' avvengono le stesse cose: clientelismi, compromessi, scambi di favori e alleanze improprie. Anche nella poesia ci sono i partiti e gruppi, o addirttura fazioni. Non e' azzardato nemmeno parlare di mafie. e chi non sta al gioco subisce una sorta di esecuzione bianca: gli si toglie la possibilita' di far sentire la voce, che è l'unica cosa che ha. In questi ultimi vent'anni il fenomeno si è aggravato ed è diventato una piu' che inquietante metastasi, contribuendo in modo determinante ad abbassare il livello qualitativo del nostro panorama poetico."

....Chi ha orecchi da intendere intenda....

martedì 11 settembre 2012

I colori di Greta (dedicata a mia figlia)



Il mondo ruota
attorno al suo respiro,
declinando porge
le sponde della speranza
dentro un giorno che muore
nelle infinite incertezze…

Non c’è un limite
di pura follia
che s’accende nell’arco
di un raggio di sole,
e noi sopravviviamo
contorti e sofferenti
nelle disumane commedie
sopra un palco senza attori…

Ma, tutto rinasce vicino a noi
ed illumina i nostri sguardi,
mentre una mano raccoglie
nel canestro della sua vita
un paio di vecchi anfibi,
un cappellino rosso "demode’ ",
e l’infinita girandola
di mille colori "naif"…
gli stessi colori di un sorriso
che si perdono
nel mondo fatato di Greta…


                                           (dedicata a mia figlia Greta)

sabato 8 settembre 2012

Se stasera sono qui...(omaggio a Luigi Tenco)

(versione originale cantata dall'amico Francesco Baccini)  
Raccontami la tortura del tuo cuore
la sola ed unica pieta’
che sopravvive nell’assurdo silenzio…
 
La voce anche nel buio profondo
riflette tutta la sua forza
come raggi di luce che contornano
le stelle perdute nei cieli passati…
 
Tu non sei l’uomo sottratto al male
ma un cammino cristallino…puro
che segue il moto perpetuo della vita
una luna che s’adagia sul fondo del mare
l’inaudito spartito di note
che chiama per nome ognuno di noi…

domenica 29 luglio 2012

** Premiazioni concorso di videopoesie a San Benedetto del Tronto 28 Luglio 2012


Carissimi amici, ieri sera (sabato 28 Luglio 2012) si è tenuta nell'auditorium del Comune di San Benedetto del Tronto la premiazione del concorso "Videoemozionami"di poesie messe in video istituito dall'Associazione Alchimie d'Arte di San Benedetto del Tronto . I partecipanti sono stati tantissimi e provenienti da piu' parti d'Italia. Il sottoscritto ha avuto il piacere di far parte della giuria composta tra l'altro dalla Prof. Vitale Anna, dal poeta Domenico Parlamenti, dalla pittrice e poetessa Miriam Pasquali e dall'attrice teatrale Loredana Maxia. Le premiazioni hanno avuto due filoni differenti; si è premiato gli autori dei testi poetici ed i videomaker. Inoltre, mi è stato affidato il compito di stendere i commenti e/o motivazioni afferenti alle poesie premiate.



I premiati nella sezione poesia sono risultati:

1° classificato CARLOS SANCHEZ (Folignano AP)    
     con la poesia PENSIERO FISSO

2° classificato SONIA GIOVANNETTI (Roma)  
     con la poesia  IL MESSAGGIO DEL MARE

3° classificato PATRIZIA ROSSI (Roma)        
     con la poesia LA TERRA DI MEZZO

Sotto i testi delle poesie e le recensioni scritte da Emilio Mercatili


Pensiero fisso (di Carlos Sanchez)


Con tante cose che succedono nel mondo

contemporaneità di estati ed inverni

piogge e siccità

al di sopra dei boschi pietrificati

e dei laghi congelati 

del sole ardente

e della luna in pieno giorno

dei campi appena arati

e delle spighe mature

degli oceani dai mari dai fiumi

senza dimenticare le lotte le guerre

i massacri

le gabbie delle grandi città

la precarietà della libertà

di tutte le libertà

mi sono svegliato oggi pensando a te

e ho girato per la casa

per il paese

per il bar

comprato verdura

frutta esotica

arance di Sicilia

pensando a te

con tante cose che succedono nel mondo.

COMMENTO ALLA POESIA 1^ CLASSIFICATA

C’è un tempo di attesa nell’universo, c’è un tempo di attesa per l’umanita’, …c’è un tempo di attesa per un’altra storia, Ma gli affetti riversano nel pensiero fisso, un trauma che non puo’ che pulsare nel grido delle denunce e consumarsi dolcemente nel sentimento del vivere quotidiano. La realta’ colpisce il poeta coi fatti materiali e, Carlos Sanchez, riprende, dalle stesse parole concettose di  vasto spessore,  il richiamo delle contraddizioni capitali del mondo : “ boschi pietrificati/le gabbie delle grandi città/ la precarietà della libertà”. Cio’ che piu’ importa è la conquista e la  difesa del valore che trascende nell’amore, quell’amore che l’uomo vive e divide quotidianamente con le proprie speranze laddove  i dolori sembrano cedere sotto il peso delle colpe del mondo….ed il poeta stesso li respira, li accoglie , li cattura…e soprattutto li saluta nell’intimo della propria esistenza.

                                                   la lettura della motivazione



                                                       Carlos Sanchez



IL MESSAGGIO DEL MARE (di Sonia Giovannetti)

Amo questo tempo vuoto

Pieno di nulla affollato di cose

di quelle che ho perduto

e che non mi perdonano,

di quelle che non ho ancora avuto

e che non posso perdonare.

Tu dai senso a tutto questo

Perche’ ci sei tu che hai riportato

Tutte le cose nel tempo

Cosi, ora,

la poesia è il mio vivere

il viatico di luce

dei miei sguardi

Ed allora io verro’,

quando la notte si perde

e si immerge nel nulla.

Verro’,

come una bottiglia

con un antico messaggio

dissepolto dalle onde.

Ti parlero’ di me

di quello che ero

e di quello che sono ora…

COMMENTO ALLA POESIA 2^ CLASSIFICATA.

Un ricordo nostalgico, ….perso nel tempo si fonde  nell’incanto delle cose e nella voce del mare, generando cosi’ il gemito silenzioso, a tratti omertoso, nascosto nell’animo del poeta.  La poesia di Sonia Giovannetti esce per un attimo dalla sostanziale immobilita’ introspettiva e si proietta lungo un viaggio di messaggi segreti e dolcezze naturali . Mistero, disperazione ed attesa diventano soggetti endogeni ed esogeni della propria ragione  esistenziale e si elevano nell’ampio respiro consolatorio della sua poetica. Un bagliore illimite di feconda speranza viene racchiuso nell’antico messaggio posto all’interno di una bottiglia, lungo l’argine solitario di una riva marina, e nel contesto  del silenzio la lirica  assume uno spessore immenso che penetra nelle pareti dei nostri cuori lasciando  parole e lacrime sciogliersi nell’infinito mistero della vita ….




                                                        Sonia Giovannetti




LA TERRA DI MEZZO (di Patrizia Rossi)

Esiste un luogo, tra la terra e il cielo,

dove sostano i pensieri di noi uomini.

Simili ad impalpabili immagini sfocate,

illudono le menti e incatenano l‘anima.

In questo segreto, magico limbo, fluttuano nell’aria le speranze,

di quelle senza piedi per poter camminare e senza ali per volare via.

Là si scorgono i sogni,

adorni di velati filtri colorati,

fermi in sosta a respirar propositi,

prima di raggiungere la vera meta.

Silenti, gli amori vagano da cuore a cuore,

rendendo l’aria densa di sospiri e battiti.

Impresse tra le nubi, le impronte lievi dei ricordi,

conducono ad un tempo oramai passato,

in cui fu reso eterno, della vita, un solo attimo.

Esiste un luogo tra la terra e il cielo,

dove la poesia diviene il fermo immagine dei sentimenti.

Mai foto potra’ scorgerli

Ne’ artista sara’ capace di dipingere i contorni sulla tela.

Nella “Terra di mezzo” attingono i poeti,

intrisa d’emozione è la loro penna.

Sdraiato pigramente su se stesso,

il foglio attende di conservar per sempre

cio’ che nel mezzo andrebbe perso.


COMMENTO ALLA POESIA 3^ CLASSIFICATA.

 La poesia di Patrizia Rossi comunica a noi lettori con lo sguardo fisso al mondo… un fotogramma esistenziale che rileva una visione introspettiva della propria identità, …ma puo’ trattarsi anche di una sola “scheggia” di sguardo,  di una certa piega degli occhi nell’osservare qualcosa del grande panorama costituito dal percorso di vita e dai suoi contorni emotivi. Le sequenze espressive sono cesellate da ampi riflessi d’amore, avvolti, talvolta,  da un velo di tristezza, ma sempre codificate da lunghi respiri e gemiti esistenziali (Là/ si scorgono i sogni / adorni di velati filtri colorati). Ed e’ proprio nella terra di mezzo che prende forma la dimora poetica laddove passato e futuro finiscono per toccarsi all’unisono  accogliendo nel suo alveo i simboli dell’anima, gli stessi che il poeta cattura e li conserva nei propri pensieri nascosti….


                                        Patrizia Rossi



 Nella sezione video maker i premiati sono stati :


1° posto     IL MESSAGGIO DEL MARE  di Sonia Giovannetti (Roma)

2° posto     PENSIERO FISSO di Carlos Sanchez (Folignano AP)

3° posto     TI ASPETTERO'  di Gelsomina Vecchiato (Treviso)


                                                          Gelsomina Vecchiato





domenica 23 ottobre 2011

Videopoesia serata poetica S. Benedetto del Tronto, 22.10.2011 recita la mia poesia Loredana Maxia


Serata dedicata all'Unita' d'Italia a San Benedetto del Tronto (22.10.2011), l'attrice teatrale Loredana Maxia declama la mia poesia dal titolo "Io non ridevo alle 3.32 di quella notte - terremoto dell'Aquila-

La sera è stata organizzata dall'Associazione Alchimie d'Arte di San Benedetto del Tronto.

IO NON RIDEVO ALLE 3.32 di QUELLA NOTTE
(terremoto dell’Aquila)

Nessuna coincidenza con la morte
tutto era crollato sotto i nostri occhi
e la giusta puntualita’ dell’ urlo nel silenzio
si spegneva con il respiro della terra...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte…
Ogni atto umano muta ed incombe nel pianto
uomini unti dalle spirali del grande potere
spezzano l’anima della nostra poverta'...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte….
quando una telefonata sprezzante
si perdeva in feroci risate sul dolore altrui,
mentre il boato ed il tremore della montagna
inghiottiva l’ultima paura di un bambino...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte…
laddove la miseria è colpevole per definizione
e.. la ricchezza è innocente per ontologia…

lunedì 17 ottobre 2011

Sabato 22 Ottobre 2011.......


Per questa serata, dedicata ai 150 anni dell' Unita' d'Italia, mi è stato chiesto di proporre una poesia, piu' che ricordare le gesta eroiche di Garibaldi e Mazzini, ho voluto ricordare qualcosa di piu' recente: quella terribile telefonata tra affaristi e palazzinari che si prendevano gioco e ridevano mentre la povera gente moriva sotto le macerie, questo fatto non puo' essere dimenticato.....





IO NON RIDEVO ALLE 3.32 di QUELLA NOTTE
(terremoto dell’Aquila)

Nessuna coincidenza con la morte
tutto era crollato sotto i nostri occhi
e la giusta puntualita’ dell’ urlo nel silenzio
si spegneva con il respiro della terra...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte…

Ogni atto umano muta ed incombe nel pianto
uomini unti dalle spirali del grande potere
spezzano l’anima della nostra poverta'...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte….
quando una telefonata sprezzante
si perdeva in feroci risate sul dolore altrui,
mentre il boato ed il tremore della montagna
inghiottiva l’ultima paura di un bambino...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte…
laddove la miseria è colpevole per definizione
e.. la ricchezza è innocente per ontologia…

lunedì 26 settembre 2011

La mia terza raccolta di poesie " Le confidenze del silenzio"




E' uscita la mia nuova raccolta di 40 poesie dal titolo

"Le confidenze del silenzio" 

a cura della casa Editrice Youcanprint Edizioni codice ISBN 978-88-661830-37

(l'acquisto puo' essere effettuato tramite richiesta del codice ISBN sia alla casa editrice stessa on line www.youcanprint.it oppure in qualsiasi libreria notificando il codice ISBN stesso  suindicato...diversamente al sottoscritto)


PREFAZIONE

§  Recensione all’autore

Chi di voi, almeno una volta, non ha desiderato di vivere nel proprio sogno preferito? E ancora, chi di voi non ha la speranza che questa turpe realtà cessi di tenerci incatenati al suolo terrestre?
Questa raccolta di poesie può aiutarvi, cari Lettori, nell’intento di ritrovare una dimensione a voi lieta, quella dolce sensazione di libertà spirituale, nonchè intellettuale.  Lasciatevi trasportare dalle parole e dalle suggestive ed evocative scene narrative che vi propone il poeta, Emilio, un uomo come noi che riesce a condurci nel nostro intimo, sviscera le nostre paure, il nostro gusto estetico, la nostra voglia di evasione.
Esplodono i suoi vocaboli di esperienze vissute, drammi e gioie di un ragazzino e di un uomo; i suoi termini sono ricercati talune volte, tal’altre invece ripercorrono la semplicità dell’espressione umana, questa è la bellezza della sua poetica: la dimostrazione dell’ossimorica condizione della vita umana che si dimena tra il bene e il male, il semplice e il complesso, la letizia e la cupezza.
Sebbene Epicuro dimostrò la brevità del dolore e Leopardi la sua durevolezza, Emilio riesce a concedere una sintesi illustrando la diveniente bellezza della vita, una vita fatta di tutto: di emozioni, di piaceri, di sconforti e di pesantezza.
Da una semplice e furtiva occhiata al mare, Emilio, il poeta di strada, riesce a trarne una storia, un evento, un alito di vita che echeggia in ognuno di noi e che leggendo facciamo nostri; un pensiero ad una persona cara diventa per lui motivo di descriverne sapori, odori, lamenti e sorrisi; potrei dire che, a pieno, rende, ad ogni dettaglio o routine della giornata, la giustizia di essere raccontata, di essere raccontata con  il calore e il sentimento della sua poetica che tende ad introdurci nell’onirico complesso della “mente e dei suoi tarli“citando Lucio Battisti.

Melissamela


(per voi cari lettori una poesia ....contenuta nella raccolta)





©  copyright



ESSERE POLVERE

Cerco un volto fecondo
per assaporare l’umile sofferenza
dispersa nel tempo remoto..
Luoghi senz’alcuna memoria
seguono linee trasversali
perse nei tuoi occhi lucidi
icone dipinte nella voce
di una donna sola..
Un sogno impossibile,  indecifrabile
mi spinge a varcare un limite
nel confine irreale della tua solitudine
lo stesso sogno che rende motorio
ogni movimento cinetico del cuore
…ombra estenuante del mio folle amore…
Ma tu non puoi stare al libero gioco,
anche tu sei l’anima che pena
ed io il tuo dramma di essere polvere

  

martedì 7 giugno 2011

Recensione all'autore Emilio Mercatili



(Melissa Mercatili alias melissamela)

Chi di voi, almeno una volta, non ha desiderato di vivere nel proprio sogno preferito?

E ancora, chi di voi non ha la speranza che questa turpe realtà cessi di tenerci incatenati al suolo terrestre?
Questa raccolta di poesie può aiutarvi, cari Lettori, nell’intento di ritrovare una dimensione a voi lieta, quella dolce sensazione di libertà spirituale, nonchè intellettuale
Lasciatevi trasportare dalle parole e dalle suggestive ed evocative scene narrative che vi propone il poeta, Emilio, un uomo come noi che riesce a condurci nel nostro intimo, sviscera le nostre paure, il nostro gusto estetico, la nostra voglia di evasione.
Esplodono i suoi vocaboli di esperienze vissute, drammi e gioie di un ragazzino e di un uomo; i suoi termini sono ricercati talune volte, tal’altre invece ripercorrono la semplicità dell’espressione umana, questa è la bellezza della sua poetica: la dimostrazione dell’ossimorica condizione della vita umana che si dimena tra il bene e il male, il semplice e il complesso, la letizia e la cupezza.
Sebbene Epicuro dimostrò la brevità del dolore e Leopardi la sua durevolezza, Emilio riesce a concedere una sintesi illustrando la diveniente bellezza della vita, una vita fatta di tutto: di emozioni, di piaceri, di sconforti e di pesantezza.
Da una semplice e furtiva occhiata al mare, Emilio riesce a trarne una storia, un evento, un alito di vita che echeggia in ognuno di noi e che leggendo facciamo nostri; un pensiero ad una persona cara diventa per lui motivo di descriverne sapori, odori, lamenti e sorrisi; potrei dire che, a pieno, rende, ad ogni dettaglio o routine della giornata, la giustizia di essere raccontata, di essere raccontata con il calore e il sentimento della sua poetica che tende ad introdurci nell’onirico complesso della “mente e dei suoi tarli“citando Lucio Battisti.

Melissamela