"Scrivere poesie non è difficile.Difficile è viverle.." Charles Bukowsky

lunedì 26 novembre 2012

Hebel (vento)


 
Anche una meteora spenta

splende nell’attimo fluente

persa nella nervatura dell’universo

tra stelle lucenti ed astri infiniti…

 

L’estasi dell’amore s’innalza

ed impone un solitario silenzio

tra onde calme e distese

là dove la metamorfosi della notte

depone la maschera del luminoso vuoto…

 

Ma tutt’attorno diventa “hebel”

un soffio, un respiro, un vagito…

un sogno che s’infrange all’alba,

una goccia che evapora nell’anima,

la nebbia che si dissolve attraverso

il magma delle mie dolci parole…

 

 

giovedì 22 novembre 2012

Déjà vu di un poeta errante


 
Sorprendimi con le tue ragioni
quando l'urlo del vento sinistro
risucchia la voracità delle lacrime
e la vanagloria stempera i sogni
di un colloquio d'amore
nel folle turbinio della notte.

Resto ancorato al tuo passato,...
abbandonato nella fosca solitudine
di una fuga immobile nel cuore
là dove un respiro ricama
la corolla di un pianto umano
perso dentro un rosario di pietre.

Saliro' ancora per una volta
sulla vetta del bosco antico
e mi mettero' all'ascolto dell'anima
mentre una bolla di vento
cancellerà il volto umile della pioggia
abbracciando l'eterno destino
- dèjà vu di un poeta errante-
ubriaco di stelle e di malinconia...

martedì 20 novembre 2012

Giochi di biglie


 
 



Dentro questi giochi
eravamo prigionieri
dei nostri sogni... 
un giro vorticoso 
di sfere colorate 
su una pista di sabbia 
s'amalgamava 
con le nostra grida... 
Oggi vedo spiaggie deserte 
prive di ogni pensiero 
ed ancora piu' grande 
è il dolore  
di misurarmi con 
il tempo che passa...
 


 

lunedì 19 novembre 2012

Carillon

 


 All’improvviso
un brivido d’amore
mi spinse a recitare
questa poesia
che nulla avanza
nel tremore della notte.
Peccammo
in purezza di rimorsi
dentro un fiume d’argento
come l’orlo di un’ombra
mai fiorita nell’universo.
Un suono lieve
ora scalda l’assurdo silenzio
ed un raggio di sole
s’ affaccia lentamente
consumando il limite
del perimetro della stanza
mentre la mia anima
si ubriaca di luce
laddove la foce del cuore
cerca il proprio volto cristallino…
Scosso
dal soffio del vento
cerco disperato
un volto diffuso
di una speranza vitale…
e nell’intimo
di una tela lacerata
accarezzo lentamente
l’eterno richiamo di un carillon...

giovedì 15 novembre 2012

Conchiglie solitarie


Ti passai vicino

lungo la gioia

che mi porta la notte

e tra diffuse genti

giungesti in lacrime

sotto una corona di stelle

sola a guardare il globo

fortemente rapita

nel triste vuoto

di questi miei versi

scritti sopra nidi d’amore

e conchiglie solitarie...



martedì 6 novembre 2012

Tra robinie, funghi e "scighera"





 



 



 


 









 Ho passato lunghi pomeriggi
chiomati di sole grigio
nella distesa pianura padana
in mezzo a robinie e "scighera"

Lassu' restano i miei ricordi,
remote e confuse esistenze
tradite dalle speranze di vita
passate lentamente a pedalare
lungo l'argine del fiume Adda....

La brulle mattine di Novembre
erano baciate dal sonno,
e noi amici di sempre,
soli a cercar funghi nei boschi
sopra il Colle Brianza
felici di respirare l'aria fresca
gonfi d'allegri sogni soavi....

Questa era la mia vita,
un mito che si apriva sull'alba
tra il suono di campane a festa
...e si chiudeva a sera
in un cielo rosso d'amore.

("scighera"= nebbia)

dalla raccolta "OLTRE L'ORIZZONTE" anno 2008

- copyright- by E.M. poeta di strada



domenica 4 novembre 2012

Cosi' ti penso





.


L'ossessione di poesia
nasce in un'alba stanca

le cose, le parole, il canto...
descrivono il pudore
di un pianto solitario.
Cosi’ ti penso
malinconicamente immerso
nell'inganno giornaliero
e varcata la soglia del tuo cuore
cerco nell'alfabeto muto
una sillaba d'amore
quale gemito di una nuda verita'…

venerdì 2 novembre 2012

Milano

 

Resto aggrappato a questa citta'
come lembi di memoria che ad ogni ora
ripercorrono i ricordi della mia mente
che restano scalfiti nel tempo...
Ho assaporato gli umori della pioggia
lungo i bordi della Conca dei Navigli
ed ho toccato con mano brandelli
di giornaliera poverta' che ristagna
nelle viscere di un mezzanino del metro'...
I vapori degli opifici del "punt dela Ghisulfa"*
salgono lenti nel cielo grigio della nebbia
e si fondono nel rumore assordante delle frese
intente a levigare spezzoni  d'acciaio.
Osservo il passaggio del filobus numero 95
lo stesso che ogni mattina imbarca moltitudini
di "formiche umane" per poi disperderle
come anime dannate lungo il budello di case
poste ai margini della circonvallazione esterna...
Milano, ieri vivevo in te..
Oggi repiro la salsedine del mare
e conto i numerosi filari di girasoli e vitigni
allineati perfettamente lungo le colline del Piceno
..ma la vergogna della vita non è cambiata
perche'ogni giorno rivivo lo stesso spettacolo
 gli stessi fotogrammi esistenziali di una miseria
che nessuno riesce a strapparti dal cuore e dall'anima
come quelli posti alla fine del malinconico Viale Ortles...

mercoledì 31 ottobre 2012

Mi chiamo Amed e sono Senegalese....



 
 
Mi chiamo Amed e sono Senegalese,
indosso una vecchia maglia da ciclista
gli unici colori amici che si perdono
dentro un mondo spento, opaco,
trafitto da ogni speranza di vita…
Ti chiedo due soldi…due miseri denari
per soddisfare l’estenuante desiderio
di un semplice e vagabondo viaggio
dove la solitudine ricade sul mio pianto
e le parole volano in una bolla di vento..
Ti prego,.. non mi scacciare da questo luogo
la colpa piu’ grave che ho commesso è la miseria
vissuta nell’indifferenza di un mercato globale
annidato nelle opulenti spirali del male ..
I miei occhi sognano ancora il mio paese
i colori del sole, del mare, della spiaggia…,
mentre la pioggia battente cade sopra la citta’
tutto s’annienta e si perde dentro il mio cuore..
e lo spettro di una civilta’ opaca
lentamente penetra nelle nostre anime morenti..
Prego il mio Dio…il nostro Dio comune..
chiedendo pieta’ per la morte di questa terra
dove le tenebre nascono come condizioni estreme
ed un raggio di luce diviene pura coscienza
posta nel limite invalicabile di un orribile silenzio..

venerdì 19 ottobre 2012

Prendi gli angeli per mano

                                                        (Fiorenzo Junior Monzani -22 anni-)

Tutto cio' che è avvenuto
è avvenuto per errore...
Ma tu canta l'ebrezza racchiusa
in una ghirlanda di colori,
canta il sogno del mondo
che corre leggero dietro il vento
e non chiederti mai cosa sia la vita...
forse  un raggio di luce fisso
nel buio di una cella dell'anima
forse il silenzio dell'alba
che sorge nell'aurora dei nostri sogni...
Abbraccia le bianche nuvole
come fragranza del canto 
e batti questo pugno
verso il petto di tuo padre
che chiede misericordia a Dio
 nel velo di un silenzio assordante..
Voi siete angeli che persuadete 
l'uomo a diventare sogno
lo stesso sogno che diviene realta'
e se l'uomo piange per il dolore
allora prendi gli angeli per mano
e falli dannare fino a sfinirli
...falli dannare d'amore
come  hai fatto dannare di gioia
 noi tutti sulla  terra!
 
 
 
 
(a Fiorenzo Junior Monzani scomparso il 17 Ottobre 2012 in un incidente stradale)

mercoledì 17 ottobre 2012

L'autore del mese: Miriam Badiani


 

 Carissimi lettori,  mi è gradito presentarvi una poetessa contemporanea, Miriam Badiani, conosciuta in modo occasionale in quel fantastico mondo variegato del social web in internet. 

Da una prima lettura dei poemi sono rimasto colpito dalla sensibilita’ della sua lirica, testimonianza di una singolare liberta’ d’accento e ricchezza espressiva.

Bisogna sottolineare che ci troviamo di fronte ad una riuscita straordinaria, non tanto per la natura della ricerca della perfezione metrica e dei suoi risultati, quanto, invece, per l’implicita e chiara dimostrazione che per la sua intrinseca vitalita’ le liriche possono affrontare la fusione con materiale riflessivo, risolvendo nell’atto dell’incontro i suoi bisogni formali:

“Ascolto il silenzio/di un’estate trascinata/nei falò del tramonto.

 Siamo ciò che rimane al risveglio/negli angoli nascosti dell’ alba-“

Ogni poesia di Miriam nasce da uno slancio esistenziale laddove questa peculiarita’ viene ottemperata in modo elegante, dolce, non aggressivo,…mai ridondante e, soprattutto, lontano da rigurgiti retorici. Per lo piu’ la sua poesia diviene forza interiore che sviluppa una concezione vitale dove la poesia non è piu’ “ leggenda” bensi’ movimento costante dell’intero essere vivente.

A volte, nel suo percorso introspettivo sussiste una ricerca velatamente tormentosa ai propri interrogativi ma, la ricerca o analisi stessa, diviene sempre lucente, capace di raggiungere cristalli di pura ontologia e di etica umana senz’alcuna banalita’ ai contenuti stessi.

Dominano nelle sue parole  il respiro dell’anima in uno spazio di liberta’ assoluta:

“ Avremo mani per poi sostenerci/

trasportati da venti più leggeri/

rivivendo ogni volta il sapore/

dei gesti che abbiamo adorato”

mettendo in moto  tutto l’essere del microcosmo poetico stesso cesellandolo in settori dove tutto è “hebel”, cioe’: vento, soffio, Dio che e’ silenzio, sogno che si infrange all’alba, goccia che evapora, silenzi rarefatti…

Disperazione ed amore diventano categorie del suo pensiero, una necessità coinvolgente che sconfina nella dolce canzone in cui la logica dei sentimenti si compone nella colorazione assai piu’ impegnativa anche se il comune denominatore ispirativo rimane quello  esistenziale

“Non esiste arrivederci più dolce/nella distanza di un bacio d’amore”

una verita’ prettamente “umana” non poetica; un magma in attesa di prendere forma ed essere modellato laddove ogni essere umano conduce la propria esistenza rintuzzando il proprio male contenendolo nel grande bacino del sentimento e dell’amore.

Concludendo vorrei citare un pensiero ed un aforisma di un filosofo a me caro, Tagore, per allinearli al dettato della lirica di Miriam Badiani,…lo stesso usava dire:

“Non piangere quando tramonta il sole, le lacrime ti impedirebbero di vedere le stelle”.

“La lezione piu’ importante che l’uomo possa imparare in vita sua non è che nel mondo esiste il dolore,ma che dipende da noi trarne profitto, che ci è consentito trasformarlo in gioia”.

 Ho scelto tre delle sue liriche che meglio si identificano con l’anima della poetessa:

 

FARFALLA DI CENERE

Ascolto il silenzio

di un’estate trascinata

nei falò del tramonto.

Dondola una farfalla nera

sui fiori della memoria.

Dolce amarezza

nella fragile danza

volta alle ombre.

La bellezza

nella morte

dalle ceneri rinasce.

 

DISTANZA DI UN BACIO

Siamo ciò che rimane al risveglio

negli angoli nascosti dell’ alba

quando silenziosi e rarefatti

ci rivestiamo di ciechi bagliori

Avremo mani per poi sostenerci

trasportati da venti più leggeri

rivivendo ogni volta il sapore

dei gesti che abbiamo adorato

Solo la tua bocca potrà consumare

ogni mia fiamma tracciata nel buio

Non esiste arrivederci più dolce

nella distanza di un bacio d’amore

 

FRAMMENTO ROSSO

Non guardare, Ariel.

La luna è solo pietra

tra stelle oscure

in attesa di una Luce

quando Dio è silenzio.

Chiudi gli occhi.

Angeli che bruciano trafitti

sugli altari dell’uomo

È qui l’ultimo volo.

A sinistra piccolo cuore.

Non esiste pietà

solo gelido fumo.

Lacrime dall’Inferno

per ardere all’Alba.

Un frammento rosso.

Le ali , Ariel.