Vita mia.
Eri tu la radiosa ragione
del mio eterno ricordo.
Sempre attenta a colorare
l'umore del giorno,
e senz'alcuna espiazione
mi rendevi partecipe
ai battiti del tuo cuore
perso nella pazzia
di un amore infinito.
Ho visto un poeta morire
tra le tue braccia.
E tutto il magma del suo corpo
s'è frantumato dentro una cella
di un vecchio ospedale di periferia.
Ma tu, tu mi hai preso per mano
e mi hai guidato
nelle coltri oscure della notte,
mentre un cerchio fosforescente
contava le ore stanche dell'esistenza
che lentamente ho ripreso a cavalcare
sopra un cavallo indomito a due ruote
grande amico di gesta eroiche
che mi trascina sopra vette innevate
e lunghe distese di grano in fiore.
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