"Scrivere poesie non è difficile.Difficile è viverle.." Charles Bukowsky

domenica 23 ottobre 2011

Videopoesia serata poetica S. Benedetto del Tronto, 22.10.2011 recita la mia poesia Loredana Maxia

video

Serata dedicata all'Unita' d'Italia a San Benedetto del Tronto (22.10.2011), l'attrice teatrale Loredana Maxia declama la mia poesia dal titolo "Io non ridevo alle 3.32 di quella notte - terremoto dell'Aquila-

La sera è stata organizzata dall'Associazione Alchimie d'Arte di San Benedetto del Tronto.

IO NON RIDEVO ALLE 3.32 di QUELLA NOTTE
(terremoto dell’Aquila)

Nessuna coincidenza con la morte
tutto era crollato sotto i nostri occhi
e la giusta puntualita’ dell’ urlo nel silenzio
si spegneva con il respiro della terra...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte…
Ogni atto umano muta ed incombe nel pianto
uomini unti dalle spirali del grande potere
spezzano l’anima della nostra poverta'...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte….
quando una telefonata sprezzante
si perdeva in feroci risate sul dolore altrui,
mentre il boato ed il tremore della montagna
inghiottiva l’ultima paura di un bambino...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte…
laddove la miseria è colpevole per definizione
e.. la ricchezza è innocente per ontologia…

lunedì 17 ottobre 2011

Sabato 22 Ottobre 2011.......


Per questa serata, dedicata ai 150 anni dell' Unita' d'Italia, mi è stato chiesto di proporre una poesia, piu' che ricordare le gesta eroiche di Garibaldi e Mazzini, ho voluto ricordare qualcosa di piu' recente: quella terribile telefonata tra affaristi e palazzinari che si prendevano gioco e ridevano mentre la povera gente moriva sotto le macerie, questo fatto non puo' essere dimenticato.....





IO NON RIDEVO ALLE 3.32 di QUELLA NOTTE
(terremoto dell’Aquila)

Nessuna coincidenza con la morte
tutto era crollato sotto i nostri occhi
e la giusta puntualita’ dell’ urlo nel silenzio
si spegneva con il respiro della terra...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte…

Ogni atto umano muta ed incombe nel pianto
uomini unti dalle spirali del grande potere
spezzano l’anima della nostra poverta'...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte….
quando una telefonata sprezzante
si perdeva in feroci risate sul dolore altrui,
mentre il boato ed il tremore della montagna
inghiottiva l’ultima paura di un bambino...

Io non ridevo all’Aquila alle 3.32 di quella notte…
laddove la miseria è colpevole per definizione
e.. la ricchezza è innocente per ontologia…

lunedì 26 settembre 2011

La mia terza raccolta di poesie " Le confidenze del silenzio"




E' uscita la mia nuova raccolta di 40 poesie dal titolo

"Le confidenze del silenzio" 

a cura della casa Editrice Youcanprint Edizioni codice ISBN 978-88-661830-37

(l'acquisto puo' essere effettuato tramite richiesta del codice ISBN sia alla casa editrice stessa on line www.youcanprint.it oppure in qualsiasi libreria notificando il codice ISBN stesso  suindicato...diversamente al sottoscritto)


PREFAZIONE

§  Recensione all’autore

Chi di voi, almeno una volta, non ha desiderato di vivere nel proprio sogno preferito? E ancora, chi di voi non ha la speranza che questa turpe realtà cessi di tenerci incatenati al suolo terrestre?
Questa raccolta di poesie può aiutarvi, cari Lettori, nell’intento di ritrovare una dimensione a voi lieta, quella dolce sensazione di libertà spirituale, nonchè intellettuale.  Lasciatevi trasportare dalle parole e dalle suggestive ed evocative scene narrative che vi propone il poeta, Emilio, un uomo come noi che riesce a condurci nel nostro intimo, sviscera le nostre paure, il nostro gusto estetico, la nostra voglia di evasione.
Esplodono i suoi vocaboli di esperienze vissute, drammi e gioie di un ragazzino e di un uomo; i suoi termini sono ricercati talune volte, tal’altre invece ripercorrono la semplicità dell’espressione umana, questa è la bellezza della sua poetica: la dimostrazione dell’ossimorica condizione della vita umana che si dimena tra il bene e il male, il semplice e il complesso, la letizia e la cupezza.
Sebbene Epicuro dimostrò la brevità del dolore e Leopardi la sua durevolezza, Emilio riesce a concedere una sintesi illustrando la diveniente bellezza della vita, una vita fatta di tutto: di emozioni, di piaceri, di sconforti e di pesantezza.
Da una semplice e furtiva occhiata al mare, Emilio, il poeta di strada, riesce a trarne una storia, un evento, un alito di vita che echeggia in ognuno di noi e che leggendo facciamo nostri; un pensiero ad una persona cara diventa per lui motivo di descriverne sapori, odori, lamenti e sorrisi; potrei dire che, a pieno, rende, ad ogni dettaglio o routine della giornata, la giustizia di essere raccontata, di essere raccontata con  il calore e il sentimento della sua poetica che tende ad introdurci nell’onirico complesso della “mente e dei suoi tarli“citando Lucio Battisti.

Melissamela


(per voi cari lettori una poesia ....contenuta nella raccolta)





©  copyright



ESSERE POLVERE

Cerco un volto fecondo
per assaporare l’umile sofferenza
dispersa nel tempo remoto..
Luoghi senz’alcuna memoria
seguono linee trasversali
perse nei tuoi occhi lucidi
icone dipinte nella voce
di una donna sola..
Un sogno impossibile,  indecifrabile
mi spinge a varcare un limite
nel confine irreale della tua solitudine
lo stesso sogno che rende motorio
ogni movimento cinetico del cuore
…ombra estenuante del mio folle amore…
Ma tu non puoi stare al libero gioco,
anche tu sei l’anima che pena
ed io il tuo dramma di essere polvere

  

martedì 7 giugno 2011

Recensione all'autore Emilio Mercatili



(Melissa Mercatili alias melissamela)

Chi di voi, almeno una volta, non ha desiderato di vivere nel proprio sogno preferito?

E ancora, chi di voi non ha la speranza che questa turpe realtà cessi di tenerci incatenati al suolo terrestre?
Questa raccolta di poesie può aiutarvi, cari Lettori, nell’intento di ritrovare una dimensione a voi lieta, quella dolce sensazione di libertà spirituale, nonchè intellettuale
Lasciatevi trasportare dalle parole e dalle suggestive ed evocative scene narrative che vi propone il poeta, Emilio, un uomo come noi che riesce a condurci nel nostro intimo, sviscera le nostre paure, il nostro gusto estetico, la nostra voglia di evasione.
Esplodono i suoi vocaboli di esperienze vissute, drammi e gioie di un ragazzino e di un uomo; i suoi termini sono ricercati talune volte, tal’altre invece ripercorrono la semplicità dell’espressione umana, questa è la bellezza della sua poetica: la dimostrazione dell’ossimorica condizione della vita umana che si dimena tra il bene e il male, il semplice e il complesso, la letizia e la cupezza.
Sebbene Epicuro dimostrò la brevità del dolore e Leopardi la sua durevolezza, Emilio riesce a concedere una sintesi illustrando la diveniente bellezza della vita, una vita fatta di tutto: di emozioni, di piaceri, di sconforti e di pesantezza.
Da una semplice e furtiva occhiata al mare, Emilio riesce a trarne una storia, un evento, un alito di vita che echeggia in ognuno di noi e che leggendo facciamo nostri; un pensiero ad una persona cara diventa per lui motivo di descriverne sapori, odori, lamenti e sorrisi; potrei dire che, a pieno, rende, ad ogni dettaglio o routine della giornata, la giustizia di essere raccontata, di essere raccontata con il calore e il sentimento della sua poetica che tende ad introdurci nell’onirico complesso della “mente e dei suoi tarli“citando Lucio Battisti.

Melissamela

lunedì 9 maggio 2011

Videopoesia: Due lanterne sul mare (San Benedetto del Tronto 07/05/2011)

video
La poesia è stata dedicata al grande  poeta DAVID MARIA TUROLDO

Opaca ombra

che veleggi sul mio cuore

libera l’ossequio della mia voce

e chiudi nell’immolata bellezza

un silenzio profondo…

La mia anima diviene conchiglia

e scandaglia un’infinita solitudine

quando il gemito dell’onda marina

urta le pareti del mio cuore…


Questa è la notte piu’ lunga

vorrei sentirmi vivo nel mio dolore

mentre una tenerezza imperiosa

stringe forte le mie braccia

 

Asciugo il tuo volto dal sale di lacrime

… cristalli di stelle splendono

sul manto appiattito di un’oceano

lontano un richiamo d'amore

che scorre lento tra il soffio del vento

e si perde nel riflesso tenue

di due lanterne fisse sul mare…

sabato 7 maggio 2011

L'autore del mese: Roberta Calce



Roberta Calce nasce a Roma il 12 aprile del 1960.

Nel 1976 inizia a lavorare come speaker radiofonica coltivando la passione per la comunicazione. Diventa giornalista pubblicista collaborando negli anni con varie testate giornalistiche. Dirige due riviste bimensili e continua ad occuparsi di letteratura , scrittura e poesia.
Nel 2009 Roberta ha realizzato uno straordinario sito dedicato esclusivamente alla poesia: www.poesieincalce.com
Tra le sue raccolte pubblicate ricordiamo: …”P come amore”; ”Rom’antica” e “50 anni fra le nuvole”, quest’ultima dedicata alle Frecce Tricolori

Recensione dell’autrice a cura di Emilio Mercatili


Poter descrivere l’amica poetessa Roberta Calce non è solo un’onore “intellettuale” per chi scrive, ma è anche la narrazione storica e poetica di una donna dei nostri tempi, laddove sensibilità e l'intelligenza contribuiscono a concretizzare lo spaccato di un vero universo trasversale, non convenzionale rispetto le logiche perfette ed integrali della nostra umana esistenza.

Roberta non ha un volto poetico “patinato”, oserei per alcuni aspetti definirlo “gospel” come a sottolineare un canto dell’anima, dal profondo sentimento umano, dell’ironia intesa come linfa vitale, insomma, movimenti e suoni di parole che si traducono a volte “underground” a volte magnificamente “innovativi”.
Il suo stile penetra efficacemente nelle menti di tutti noi, ma ovviamente in modo diverso, fatto di logica anti-convenzionale, di trasgressione, di buon senso, di democraticità, di eguaglianza sociale, di antirazzismo, di simpatia, di familiarita’…

La sua sensibilità e l'intelligenza contribuiscono a concretizzare il vero “humus” della sua poesia, dove i punti cardine sono le persone care, i luoghi di vita, l’amore interiore, il dolore dei drammi vissuti, i suoi versi sono sempre descritti con moderazione, caparbieta’, dolcezza, senza mai sbilanciarsi all’eccesso verso i singoli. Le sue poesie d’amore riempiono con una presenza-assenza lo spazio lirico di un’anima inafferrabile e proietta a volte l’inquietudine verso se stessi, le immagini descritte hanno un’indole percettiva ispirate a scenari veri non artefatti, gli stessi sono vivaci, attuali, graffianti ..privi di una latenza retorica. Infatti, Roberta quasi teorizza l’atteggiamento dell’amore umano e valorizza le “cose” vitali ad esse connesse, per le quali non solo esistono ma le usa “quotidianamente” come strumento buono per la vita , ai quali noi, distratti da aspirazioni e preoccupazioni materiali apparentemente piu’ grandi e complesse, non abbiamo tempo ne’ amore sufficienti per prestare il dovuto riconoscimento.

Lo stile poliedrico dell’autrice la porta nel campo dei poeti “istintivi”…laddove gli stessi s’ispirano a colori, saperi, movimenti dissonanti, riflessi visivi, …un passaggio di trascendenza non facile da porsi, anzi difficile oserei definirlo, ma Roberta riesce sempre al cospetto dell’enigma a riemergere dallo “status quo” e declamare nelle forme poetiche piu’ assolute. L’amore verso i ricordi di Roma, la sua citta’ natale, diviene il tema di diverse sue poesie, a volte estremamente forte (il segno marcato della sua lontananza è assai profondo) poiche’ come diceva il grande Prezzolini “ Il trapianto di una civilta’ ad un’altra è la prova piu’ terribile che possa affrontare un individuo”.

Ogni poesia di Roberta nasce da uno slancio esistenziale, le sue poesie non sono “preghiere” bensi le potrei definire delle stupende “confessioni”, il suo grido parte da molto lontano e si e’ fatto attraverso una serie di smarrimenti e di incertezze dell’anima ma, arrivata ad un certo punto il cuore della poetessa non sopporta piu’ il silenzio ed il lettore assiste in quello stesso momento ad una straordinaria metamorfosi: il grido diviene “preghiera”…emozione ed amore laddove amore rivela la poverta’ nei suoi aspetti piu’ veri, sottolineando che il limite ed il bisogno di ogni entita’ umana è colmato con lo stesso….e questo Roberta lo descrive con “assoluta” perfezione e maestria che gli riconosciamo.

POESIE DI ROBERTA CALCE

FRAMMENTI DI SPERANZA

Nelle pieghe dei tuoi occhi
leggere amore vorrei
Pensieri con ali torneranno,
sarai tu a farmi volare
Con il soffio di un respiro
arriveranno a te
lacrime essiccate
rimboccherai le mie carni
su di te fino a confonderci
Ci specchieremo su opachi specchi
frammenti di un antefatto passato
inaugureremo il presente
con pezzi di amore
e il desiderio
di ricominciare


ROMA, CITTA' D'ETERNE EMOZIONI

Ma che strano effetto vedè Roma mia
all'ora del crepuscolo
Erano anni che nu me succedeva
e sapevo che qualcosa accadeva
Basta arzà lo sguardo verso l'arto
e te senti mozzicà dentro la pelle
E' un panorama tutto suo
senza contorni e senza pensieri
Puro se c'è sempre quarcuno
che della bella Roma
c'ha da ridì
forse perchè
nun sanno che vordì
pote' vive lì
Se poi c'hai la fortuna de annà ar centro
te senti forte batte dentro.
Ce stanno musici e anche ballerini
allietano le strade per negozianti
passanti e vicini
E' stata proprio 'na bella giornata
che co' Roma mia ho passata .


SOGNO

Ho una luce dentro, proprio quì dentro me
si spegne e si riaccende
la vedo e poi il niente
Un sospiro che arriva e mi tiene sveglia
Ripenso agli attimi
diventati eterni
Ripenso e attendo
con occhi socchiusi
digito un tasto e spengo la luna
Le stelle stanno a guardare
e un sogno illuminare

venerdì 6 maggio 2011

L'autore del mese: Patrizia Portoghese (Patty Rose)



BIOGRAFIA tratta dal blog dell'autore: http://patriziaportoghese.com/



Patrizia Portoghese alias Pattyrose nasce il 20 luglio 1961 a Roma, dove a tutt’oggi vive e lavora. Amante di ogni espressione artistica fin da piccola, inizia scrivere e disegnare supportata ed incoraggiata dal nonno materno, lui stesso appassionato alle arti grafiche ed alla scrittura. Si reputa una “poetessa sognatrice”. Ma questa definizione non è da interpretare in modo romantico, cortese o mistico; il suo “sognare” è contemplare il mondo per poi usare le impressioni mutate in parole, con le quali dipingere viaggi visionari al di là di una realtà tangibile.A base di ogni suo componimento è il sentimento. Nel suo mare poetico si trovano anche toni malinconici, suffragati sempre dalla speranza e consapevolezza dei valori della vita. Le immagini e situazioni contenute nei suoi versi sono offerte al lettore in modo semplice ma sempre originale, quasi fossero degli inviti ad un viaggio poetico comune.Lo stile è melodico, caratterizzato da frequenti e colorite metafore e dal susseguirsi di allitterazioni.Ha pubblicato in diverse antologie, è da poco uscito il suo primo libro ‘ Scrivere per amore’ edito da Il Rovescio Editore.

RECENSIONE all'Autore di Emilio Mercatili (poeta di strada)


Descrivere la poetessa Patty Rose (Patrizia Portoghese) assume per il sottoscritto un valore importante sotto il profilo letterale ed è un’onore poterla commentare.
Leggendo alcune sue poesie l’autrice si colloca in quella categoria di poeti definiti dell’anima laddove l’esperienza di vita, la propria condizione di donna nonche’ l’amore verso la natura e quanto ad essa collegata riesce perfettamente ad amalgamare i fotogrammi endogeni ed esogeni dell’esistenza del proprio vissuto e trarne linfa poetica ponendola in un linguaggio raffinato, vero..a tratti malinconico e non banale.
La vera forza centrale delle sue liriche è “l’espansione di un sogno” (citando Arthur Schopenhauer lo stesso usava dire: “La vita ed i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare”) una forza interiore che si sviluppa in una concezione vitale laddove la poesia non è leggenda bensi’ il movimento costante dell’intero essere vivente. A volte sussiste una ricerca tormentosa ai propri interrogativi ma, la ricerca stessa, diviene sempre luminosa capace di raggiungere frammenti di pura ontologia e di etica umana senz’alcuna retorica ai contenuti stessi.
Entrando nello specifico dei suo poemi potrei azzardarmi a dire che mi sono ritrovato in quello “spazio di liberta’ assoluta”, scoprendo il “fiore piu’ bello” attraverso valori intrinsechi alla vita, alla pace alla liberta’, alla giustizia, all’amore in generale, ..da questo velario dell’essere si identifica alla perfezione con il mondo esterno e con il proprio sentimento.
Patty Rose non è una poetessa “istintiva”, il suo "lento defluire" apre lievemente stimoli e colori, sapori e battiti d’ali ovvero l’antitesi dei contrasti quali : amore-odio, sogno-realta’, vita-morte…se vogliamo dare una definizione tecnica quale qualifica stilistica si puo’ affermare che l’Autrice aderisca ad una metafisica degli effetti mettendo al centro del discorso l’uomo, la donna, l’amore verso il prossimo, la comprensione, ….e se è vero come ha scritto un grande filosofo italiano Gianbattista Vico: “la conoscenza del passato offre la chiave per comprendere il presente; la comprensione del presente da la chiave per comprendere il futuro” Patty Rose da una revisitazione poetica del suo passato per attingere al futuro imminente.


POESIE DI PATTY ROSE

Esperanto


Lingue di mille colori
differente sillabare
in un atrio multirazziale.
Comprensione fatiscente
nella rarità
condivisa ragione.
Millantare l’unica cognizione
cittadini del mondo
forse è un’illusione.
Navigare senza rotta
remando disperatamente,
verso un mare chiamato
-Esperanto-


Passi d’amore


Passi che s’inseguono nel vortice
armonico sentiero dei sensi
controluce s’intravedono complici.
Acciottolando i versi d’amore
nel rumore frenetico di cento,
mille orme nel buio di ieri.
Conforta il contare sul pallottoliere
che sono andati via via senza retrocedere.
Passi d’amore in bilico su quella corda tesa,
abituati a non veder discesa accostati
nelle ore di passione senza veli
senza valide illusioni da celare.

Passi che s’inseguono dal passato
per ritornare seppur lentamente
in questo labile presente d’affetto.
Dove ogni ombra di noi si riflette
nello specchio del domani arrivato,
senza che nulla si possa pretendere
in questo giorno assolato.

D’ambrosia

In punta di piedi
cammino verso la luna
seguita da una scia di stelle
e l’eco dorato mi accompagna.
I passi incerti ma sicuri
sul filo invisibile della vita
che conduce là dove ognuno vuole.
Dove ogni alito di cuore
trova spazio dentro sè.
Aperta a nuove avventure
senza paura di cadere
libera di volare.
Mi disseto di poesia
al calice dolce amaro
d’ambrosia.