"Scrivere poesie non è difficile.Difficile è viverle.." Charles Bukowsky

lunedì 22 agosto 2016

Tracce di liriche



Il gemito del poeta
muore lentamente
nell'accumulo ripetitivo
di sogni e complessi pensieri.

Tracce di liriche restano 
aggrappate nell'anima.

Tutto trascende 
nella miseria umana
la stessa che mostra le fauci
di uno spettacolo inaudito
e non trova il carisma
ne lo spazio vitale
di una assoluta necessità d'amore.

martedì 2 agosto 2016

Diaframma della notte




Il muto diaframma della notte
rimane appeso ad una verità nascosta
un vuoto che trascende lentamente
nell'opaca luce di una stanza.

Sospinti da zefiro come coriandoli
abbraccio geloso questi ricordi
una giravolta di nomi
disegnati sopra muri di vecchie stazioni.

Vorrei risorgere come un'aurora
condensarmi nel profondo dei pensieri
rincorrere eterne confidenze dell'anima.

Ma tutto resta bufera.
Tutto resta immobile nelle spirali azzurre.

Il vento mi spinge nell'eterno abbandono
laddove l'assurdo gemito di un lamento
 ristagna nei pensieri del cuore 
e si perde dolcemente nella densa foschia 
delle mie ore perdute...

martedì 26 luglio 2016

Petali di solitudine





Nessuna incertezza
respira nell'alveo del cuore.

Tutto diviene  silenzio,
forse respiro,
nel battito d'un pendolo
appeso ai ricordi dell'anima.

Rubo per un solo istante
un sorso d'amore,...
follia d'una metafora 
che abbraccia una poesia morente.

Ti guardo come
l'immenso desiderio del mondo
una ragione calcolata
che fa prigioniero 
questo composto di solitudine.

giovedì 21 luglio 2016

Il pane e le viole




I pensieri cercano la quiete del respiro
là dove il grido dell'ultima rondine
si perde nell'eco della valle solitaria.

L'incanto del giorno muore.

Intense emozioni sovrastano
il perimetro del mio cuore.

Bagliori di luci
dipingono le corolle dei monti,
e tutto sembra una collana di perle
incastonate nell'immenso cielo.


Ascolto la voce del lago
ed osservo il vertiginoso moto
dei mulinelli d'acqua.

Sulle sponde in fiore 
assaporo la fragranza di questo pane 
ed annuso il mistico profumo delle viole.

Tutt'attorno si trascina lentamente 
dentro ricordi che vivono nel pianto,
e tu dolcemente sorridi e rincorri
l'ultimo abbraccio come un sottile
petalo di paradiso...







mercoledì 20 luglio 2016

Intima vecchiaia




Perso nel silenzio del colle
affondo le mie radici
nelle arse zolle della terra
e come la forza del vitigno
resto aggrappato ai lontani ricordi.

Le mie mani affusolate tremano
nello spazio breve di un respiro.

Tra le rughe assimettriche
(scavate sul mio volto
dal logorio del tempo remoto)
vedo l'intima vecchiaia nascere
passo dopo passo nella giravolta
di lacrime e rimpianti...

Tutto tace nel perimetro dell'anima,
mentre riaffiorano sillabe e consonanti
sciolte nelle confidenze del vento.

Questa notte sarà speciale.

Anche la luna si metterà all'ascolto
e potrà sentire nel silenzio
il palpito dissonante del tuo cuore
incessante battito che vibra
nell'eterno colloquio d'amore... 

venerdì 1 luglio 2016

Fragili poeti




Ascolto il rumore dei tuoi passi
nel buio della notte; leggeri
come il fruscio del vento,
silenziosi come  baci rubati
ad amanti lontani.

Restano superflue le parole
che spendo avidamente 
sopra il crinale di un'esistenza
che annoda le immagini solitarie
nel moto irrequieto del cuore.

Diviso tra le sponde d'un pianto silente,
tutto resta immobile sulle macerie 
increspate lungo una strada antica,
ennesima vertigine d'omertà
che vive simbionte sotto un raggio di luna.

Tutto muore nel buio della notte.

Muore l'ansia del destino,
muore l'inquietudine dell'anima,
muore l'equilibrio di un amore fecondo.

Ogni cosa è involucro del nulla,
ed avanza come una lucciola oscura
che si ferma a narrare una disperata leggenda
piegata sotto il peso irriverente della paura.

Nessun convitto sà darmi pace.

Nell'assoluto riverbero del mio respiro
tutte le mistiche d'amore si disperdono
sopra onde spumose...

Fuori da questo morso violento
rimango impotente davanti al buio
e mi ritrovo a raccogliere i sospiri divini
persi nell'eco di morte di noi fragili poeti.


giovedì 23 giugno 2016

La poesia è...





Ho infranto la corolla del sapere
là dove la mia poesia è  protagonista.

Essa diviene persuasiva,… 
depositaria di una verita’
che circonda un alfabeto muto.

 La poesia è arte.

Forza suggestiva delle muse
suadenti movimenti di danza
che colorano i moti dell’umanita’.

 La poesia è paura inconscia
espressione dell’ ”ego” lirico,
l’eterno riflesso della sua identita’,
un narratore arcaico
testimone del tempo antico.

 La poesia è verita’ feconda,
logica anticonvenzionale
senz’alcun modello figurativo,
l’infinita polivalenza dell’ esistenza,
una rappresentazione geometrica
persa nella sua variabile.

 La poesia è dottrina
etica di un canto processionale,
un fecondo epitalamio che raccorda
nel vortice spirituale le mani di Dio.

 La poesia è amore
coralita’ espressiva del cuore
cornice di un lento rituale ludico,
un cristallo di pianto silente
che si perde nell’assoluta razionalita’
delle proprie consonanti.

Omaggio ad Andrea Zanzotto




Questa lirica di Zanzotto, intitolata "Nel mio paese", contiene  suggestioni, problematiche, complicità che intercorrono tra poeta e paese, diversi spunti che ineriscono al complesso rapporto fra artista e ambiente, fra mondo poetico della rappresentazione e mondo reale della collocazione. Dunque, il ménage tra poeta e paese è sempre di tipo psicologico, oltre che sociologico o antropologico: direi ecologico, nel senso originario dell’etimologia, sia di immedesimazione, sia di ribellione, comunque di interazione vissuta come presenza e come assenza, come ritorno o come allontanamento: il paese è tuttavia il liquido amniotico della vita individuale, centro gravitazionale dove, dopo tutto, il caso ci ha posto, insinuandoci la memoria di una patria, di un “rientro”, che è necessario come l’istinto di sopravvivenza.


                                                                                            NEL MIO PAESE


(da "Dietro il paesaggio")

Leggeri ormai sono i sogni,
da tutti amato
con essi io sto nel mio paese,
mi sento goloso di zucchero;
al di là della piazza e della salvia rossa
si ripara la pioggia
si sciolgono i rumori
ed il ridevole cordoglio
per cui temesti con tanta fantasia
questo errore del giorno
e il suo nero d'innocuo serpente

Del mio ritorno scintillano i vetri
ed i pomi di casa mia,
le colline sono per prime
al traguardo madido dei cieli,
tutta l'acqua d'oro è nel secchio
tutta la sabbia nel cortile
e fanno rime con le colline

Di porta in porta si grida all'amore
nella dolce devastazione
e il sole limpido sta chino

           


mercoledì 15 giugno 2016

Breve è stato l'incontro



Breve è stato l'incontro
così tenue agli occhi del mondo
così acceso al vagito d'amore.

 Un cielo purpureo ondeggia
  tremante nella vastità
della profonda spirale dell'anima.

Luce d'ombra di  pura follia
quieta il sospiro sensuale
di carezzevoli e gelosi segreti.

Tutto s'annienta nell'incanto della luna.

 E' così che tu ami i tuoi sogni,
ed io mendicante elemosino
il bacio estremo della tua aurora
che solitaria attende serena

l'immensa gioia 
dopo l'intramontabile notte.

-copyright -

Immenso silenzio








Nessun turbamento umano
s’adombra nel vortice di  questo spazio.

Solingo scompare nelle trame
di sillabe logorate dal vento.

Oggi, mi colpisce la dura esistenza
relegata in religiosi incendi dell’anima
e mi ferisce ancor di più la pena d’aver rivestito
brandelli di fiori appassiti sopra figli morenti.

Non lasciarmi Signore alla deriva.

Si faccia di questa carne
radice e fonte di ogni tuo discorso
affinchè gli occhi possano splendere
nell’oscurità delle notti incolte
mentre qualcuno là fuori mi narri
delle tue infinite meraviglie.

Io ti lodo nel mio  dolore illimite,
mentre Tu  benedetto Iddio
ascolti il mio grido d’amore
lo stesso grido che follemente
ad ogni ora viene disperso nell’eco
del tuo immenso silenzio.



venerdì 10 giugno 2016

Romance






C'è nell'aria tutta l'attesa d'un sogno
che ramingo osserva il calare della sera.

Odo in lontananza cadenze di passi stanchi
persi nel sibilo d'un vento gelido
lungo l'opaco viale dei cipressi.

Come argilla impregnata d'acqua
modello il vasto desiderio della vita
che paziente di notte in notte
mi conforta di lunghe e severe dottrine 

Poche parole escono dal cuore.

Non un nome nel ventre greve
di una terra madre anch'essa
priva di spazi, suoni o segni.

Non so dire di tanta malinconia
ma continuo nel vortice dell'anima
a sognare un vasto paradiso
...tanto perduto quanto atteso invano.

mercoledì 1 giugno 2016

L'ultima virata




Ho vagato nell'immensa fatica
persa in quello specchio d'acqua,
che s'adagia sul fondale dell'anima
sospesa tra un giaciglio d'errori
e fotogrammi d'amore.

Avrò cura dell'ultimo respiro,
dell'ultima spinta di forza,

 ... così fino all'ossessione indomita
che irrompe nello spazio d'un secondo
leggero come un battito di ciglia.

Tutto s'annienta nella frazione d'uno sparo.

Bracciata sopra bracciata
nuoto nell'infinito bacino di pensieri
come lacrime di spuma marina
che s'infrangono sopra una scogliera
illuminata da un tappetto di stelle.

Resto aggrappata ad un frastuono antico
che vibra nella carne che brucia
laddove l'ultima virata si frantuma 
nelle corde dei miei muscoli
e nei colori smeraldi del cielo...

venerdì 27 maggio 2016

Una ragione d'amore












Resto appeso nel gorgo.

Appeso nel grande libro dei ricordi
e mi ritrovo seduto  sopra un sedile di pietra
essenza posta nel triangolo d'ombra
del tuo giardino segreto.

Rileggo il mistero
come il punto di un cammino
che mai ho potuto affrontare
nel richiamo intenso della notte....

La fatica è dispersa 
nei ricordi lontani
mentre nel cielo infinito
s'intrecciano  le danze  di nuvole
nel beffardo ed eterno gioco
consumato nel lungo respiro
 d'una ragione d'amore.

mercoledì 20 aprile 2016

Dolce ninnananna




L'ora della quiete
giace impaurita
nel grembo del firmamento
e muta gli anni della vita
nella memoria del tempo.

Seguo i passi silenziosi
della mia folle esistenza
nati dai infiniti baci preziosi
e cuciti nell'anima della  sofferenza.


Le stesse lacrime d'amore
le ho versate lentamente
tra lenzuola prive di colore
ed ore perse nei meandri della mente.

La mia voce  è appassita
nell'abbandono della stagione morente
e senza nessun  volto eremita
già pago s'appresta  a ricordarti nella mente.

Ogni parola apre un seme
e fruga nell'atomo che la condanna
la sola voce dell'esistenza mi preme
conchiusa ai margini di una  ninnananna.

Quando una lacrima




Quando  una lacrima
avvolge  i desideri che grondano
nel chiaroscuro della notte,
tu assapori le peccaminose magie 
della folta solitudine
come un riflesso d'amore
che seduce la cortina del tormento.

Resto inchiodato dentro 
un maledetto enigma che rifulge
nel respiro della vita
laddove i gemiti indefinibili
di un'iride incolore si perdono
nel tormento dell'anima.

Vorrei capire l'attesa di un sogno,
salvare queste maledette apparenze,
ricucire le ferite della carne
e respirare ancora per una volta
la magia di un raggio di sole
ed abbracciare nell'infinito
la gioia di un bacio nell'eco 
del silenzio... di una notte stellata.

martedì 19 aprile 2016

L'attimo di un sogno


(foto creazione dell'amica Mabel  Antonelli ...scomparsa pochi mesi orsono)

T'ho visto dormire 
nella ferocia del giorno.

Quel giorno che appena sbocciato
mi folgorò con il singhiozzo del tempo
trasportando nel vortice del cuore
l'intimo rendiconto della mia vita.

Il tempo dei ricordi
ha limato i sensi della solitudine
ed ha trascinato nella curvatura  dell'infinito
l'ossessione di un mondo immobile
che scandisce la perfetta agonia dei pensieri.

Cammino assorto, nell'acre fumo grigio
di profonde spirali umane.

Un moto uniforme mi spinge
nella ritualita' di essenze comuni
quasi a riscoprire il mio giardino segreto
laddove nascono meravigliosi nidi di seta.

Ora, anche la luna
accarezza il sonno della mente
e si stringe nell'incanto del tuo corpo
utile bellezza dell'attimo
che illumina la corolla dei miei occhi.

sabato 9 aprile 2016

Il tempo della vita





Il tempo della vita
ha divorato nel suo cospetto 
l'epitaffio d'una scarna verità.

Resta scolpita questa pietra nuda
che vive  nelle agonie della notte.

Respingo l'infinito tormento
che germoglia lentamente 
dentro simbiosi di manoscritti
là dove i sogni s'infrangono
nel vortice della paura.

Ora il tempo è venuto.

Mi restano ore di attesa dell'anima
una pena che piange alla perdizione
e lacera il cammino d'immagini opache 
sequenze d'un respiro che splendono
sopra nubi velate e bianchi fantasmi.

venerdì 8 aprile 2016

Essenze notturne




Nell'ombra del freddo invermo
mi ritrovo rannicchiato
nella conta di un misero poema.

Ancorato nella sfera dell'anima
tutto rivive nella memoria del tempo 
laddove creature di colori si consumano
dentro una goccia di pianto...

Ora attendo d'emigrare da questo margine
per poter nascondere l'origine d'una tenerezza 
racchiusa in un invincibile silenzio.

venerdì 1 aprile 2016

Il dolore della notte




I colori smeraldi del tempo 
splendono lungo il silenzio 
laddove fiorisco
rose, musiche, parole
e mani candide come la neve.

Lieve mi portano
nelle profonde spirali
del tuo cuore,
diviso tra utili bellezze
e fecondo magma di fuoco
che scorre lento nel richiamo
di sensate forme d'amore.

Un moto uniforme mi spinge
nella ritualita' di essenze comuni.

Discrete...irrituali.

Fragile è questo immenso respiro
di sentimenti che se ne vanno, 
ed io resto solo con i miei anni 
a descrivere follemente
il dolore della notte, 
sillabe di lettere mai ricevute,
tormenti annegati nell'anima 
e baci di figli perduti.


giovedì 17 marzo 2016

Volevo essere grande





Vorrei dirti qualcosa di me,
magari con la mera solitudine 
che ristagna nel vortice dell'anima,
e vorrei perdermi ancora nei vicoli del silenzio
per rendere omaggio a questo pianto antico.

Ho indossato quei lunghi pantaloni neri 
e scarpe rosso vivo con i tacchi a spillo  
solo per urlare la mia rabbia di donna,
inutile ipocrisia che inerme pervade
i sentieri della mia vita solitaria.

La notte è appena trascorsa
tra l'oblio di un sogno e strette amorose
laddove baci e profumi s'addensano
lungo le pendici della mia carne.

Forse era il destino dei miei passi,
forse volevo essere grande e grande divenni
nelle mani desolate di un Dio minore.

Ora i ricordi riposano nella tomba ignota
e le parole sono bolle di vento
che s'intrecciano nei meandri del cuore
come un emisfero di nubi bianche  
ed infinite scie d'amore...

martedì 23 febbraio 2016

Non ho mai sognato




Quante volte le mie grida 
hanno varcato la disperazione
di un lontano ricordo
che affiorava nell'ultimo deja vu 
di questo nero inverno ?

Forse infinite.

Madre, ancora oggi ti vedo avvolta 
nel tuo foulard di colore grigio,
laddove mi sostenevi lungo il calvario
che pendeva nel solco della mia vita.

E come un figlio aggrappato al seno
nascevano in me sogni infranti 
che si perdevano nelle spirali del dolore.

Forse non ho mai imparato a sognare,
e neppure i sogni d'amore erano capaci
di trasportarmi nell'oblio di sguardi amici.

Nel rendiconto dei tramonti cerco una verità feconda,
un sottile filo sospeso nel dirupo di quest'anima.

Madre, neppure una ragione illogica, scandalosa....
potrebbe dipingere la cenere dei rottami 
che inesorabili hanno visto cadere nel canestro
di questi anni violenti e disperati.

Mi consolero' cercando quel pianto 
che mai fu sollievo al peregrinare infinito
lo stesso pianto 
che ho percorso tra il borgo  del cuore 
e le vie della mia feroce solitudine .


giovedì 4 febbraio 2016

A te Armando...



Carissimo Armando, 

ti vorrei riabbracciare ancora nell'olimpo della vita
laddove nessun  tempo reale è scaduto,
e nella sua imperfezione la metrica  degli ideali 
vive nel segreto dei movimenti fecondi

Hai abbracciato il breve respiro delle cose
nascosto nel baratro di una lucida libertà
come scienza inesatta  che dal nulla
 penetra nelle nostre conoscenze irreali.

Mi chiedo in quale  spazio
emigrare affinche’ il frastuono
della vita non uccida nostro fratello?

 In quale spazio stazionare  ove nessun ordine 
giunga ad indire proclami e cerimonie?

Mi resta il silenzio dei giorni persi.

Ideali  insanguinati nella notte,
pietre rapite da tombe ignote,
pugni chiusi dentro fabbriche occupate.

Carissimo Armando,

Quando gli occhi si chiuderanno
sventoleremo la nostra bandiera rossa
contro il futuro opulento e distorto
che macchia la nostra bara quotidiana
ed uccide le  coscienze proletarie.