"Scrivere poesie non è difficile.Difficile è viverle.." Charles Bukowsky

giovedì 1 dicembre 2016

I colori non piangono





Limpide stanchezze d'amore
inebriano i movimenti dissonati
della tua lucida presenza.

Il desiderio resta agonizzante.

Negli aromi notturni 
cerco l'essenza del tuo volto
sotto opachi riflettori di vita.

Ma tutto tace.

Tace questo orlo di strada.
Tace il lungo respiro dell'anima.
Tace il pianto dei tuoi occhi.

I colori non piangono,
incupiscono negli occhi della vecchiaia
là dove una luce fioca risale lentamente 
il fitto buio di una stanza...

I colori non piangono,
respirano attraverso una porta socchiusa
e riflettono dolcemente nella fonte del silenzio
come petali splendenti di rubini e topazi.


by E.M. poeta di strada



martedì 29 novembre 2016

Atomi di solitudine




"Un uomo in grado di pensare non è sconfitto anche quando lo è sul serio"  Milan Kundera



Resto aggrappato ai ricordi.

Lentamente si frantuma il reticolato
d'un pensiero che disegna ombre e bagliori
sopra una tela lacerata dal mio dolore.

*" La vita non è stare al mondo cent'anni
  se non hai amato mai..."

Percorro archi oscuri
lungo il perimetro della mia carne
l'ennesima stilla di sangue vivo
che percola nei meandri dell'anima.

*"Accendilo tu questo sole che è spento
  l'amore lo sai scioglie i cuori di ghiaccio..."

Questa radice di sofferenza umana
ripercorre giorno dopo giorno
un vasto letto di sillabe ed immagini
e s'infrange mestamente nel sonno
di una esequia dal passato antico.

*"La vita di un uomo sta in mano ad una donna
    e quella donna sei tu".

E tu sorridi stancamente
mentre la veglia della luna richiama 
la spirale del cuore: ..eterno sospiro 
che solleva atomi di solitudine.


* parole tratte dalla canzone "Se perdo anche te" Gianni Morandi anno 1966 cover di "Solitary man" Neil Diamond

lunedì 31 ottobre 2016

Un rosario di pietre







Respiro a fondo questo mio male
nel sincronismo imperfetto del cuore
e la mente trascende, carpisce, annienta
come l’altalenante momento di un’agonia
racchiusa in una notte di pioggia...



"ogni volta che bevo, la vista si appanna ma vedo
i drammi che mi porto appresso riflessi nel vetro
non chiedo,bestemmio, non prego"




Perso nel vortice della solitudine
percepisco la voracità del vuoto
le speranze affievolite sono racchiuse
dentro paure mai scoperte.



"mi hanno spezzato le ali per tenermi attaccato al suolo
ma quando spicco il volo mi dico grazie da solo"



Sento questo cuore  urlare
la liberazione dell’incanto immortale
vorrei redimere le grida del tempo
là dove un senso rianima il suo respiro.


"ll cuore è un apparecchio difettoso e l'ho spento
nessuno è indispensabile al momento
nella mia vita non ho amici ho sagome di riempimento"



Resto ancorato al passato
abbandonato nella solitudine
di una fuga immobile
là dove un respiro ricama
la corolla di un pianto
 dispersa come rosario di pietre.



Leggi il testo virgolettato: l'erba cattiva - Emis Killa 

sabato 29 ottobre 2016

Labirinti notturni










Labirinti d'eventi notturni
hanno arginato i confini
d'un silenzio morente
celebrato stancamente
nella perfetta costellazione
di un pianto liberatore.

Mai artificio
rese greve il dolore,
che mi accompagnava
oltre la coltre della notte
e si spegneva nel turbinio
di uno sguardo d'amore.


Le stagioni dell'amore
non hanno forme
nella vastita' dell'universo
e nessun principio d'esistenza
resiste alla folle passione
che batte incessante nelle vene.

 Tu, mi hai parlato dolcemente.
Ed io,  nel tremore  dell'alba
ho dismesso le candide vesti
 che ricoprivano l'acronimo
 battito di questo cuore...

Ora non resta che un déjà vu lontano.

Una confusione di  remoti elementi
che vibrano nella conta di ore infinite.


mercoledì 5 ottobre 2016

Disordine mentale






Ogni ombra del giorno
vive il disordine mentale:
un poema sofferto,
una nuvola grigia,
un quadro fuori posto,
sillabe imperfette,
un pianoforte scordato,
una falsa coscienza,
un urlo strozzato,
una mano nemica,
un grumo di sangue,
una violenza su un volto...


Nell’oblio di uno spazio
fondo il respiro della notte buia
disperso nelle parole di una canzone.

*"Per averti pagherei 

un milione anche più 
anche l'ultima Malboro darei.."


Impotente nel suo grido
è lo spazio infinito
di questo cielo scuro.

Tutto mi inghiotte
nel suo eterno silenzio.

*"E così tu cadi giù 

io non ti voglio già più 
inaccessibile non sei 
non con gli dei 
tu sei senza dei..."


 Tutto ritorna al punto iniziale.

Forse un "default" della mente , 
un "reset" che annichilisce l'anima,
un "logos" che s'adombra nel pianto.

Ma il disordine mentale vive
come un gioco di somme algebriche,
come una sintesi di un respiro
che muore all'orizzonte,
come la perfetta simbiosi di un odio
che vaccilla nei meandri 
di un sistema  oramai logoro;
come il chronos che stempera 
vecchi sillogismi di frasi imperiose.

Ed allora questa macina del tempo
ritorna nell'alveo di una natura
che muore nei vagiti dell'alba.

*"Anche l'ultima Malboro darei..".

Certo, anche l'ultima Marlboro darei
mentre tutto s'addensa indifferente
nel ricordo latente dell'esistenza,
rivoli di perniciose litanie 
perse nell'infinito oceano
di una  quotidiana solitudine

Come posso gioire
del **taedium vitae
laddove intense
ed ossessive semantiche
uccidono spazi d'amore ?

Forse, potrei gioire
come la nera bellezza
che s'adagia lentamente
nel magma della nostra vita.

Forse, potrei gioire
come il serpente
che striscia nell’erba
e s’attorciglia all’albero
del giardino dell'Eden…


* (tratta dalla canzone "Oro" di Mango)

**(Taedium vitae il filosofo romano Seneca intende esprimere il "mal di vivere")






venerdì 16 settembre 2016

Un senso di paura





Uno strano senso di paura
rapisce questo mio tormento
lungo vertigini di passi lenti
che si colorano nelle spirali del mare.

Non ha ragione questo sgomento.

Un raggio di sole seduce 
la vastità 
di una notte che s’ aggrappa solitaria
ad una sacralità assurda
dove la seduzione di un solo abbraccio
muore sotto le macerie di una lacrima.

Ogni voce che ascolto,
resta solitaria dietro un urlo disperato
come la delusione di un  tempo morente .

La pena di un’esistenza spezzata
divora questa vita appassita
dove la spirale del cuore si fonde nel nulla
e sopravvivere resta un miraggio infinito.

Vorrei stringerti nell’incanto di questa luna,
liberarmi dell’amara sofferenza delle stelle
sciogliere nel tuo dolce sorriso
un riflesso di colori
che si perdono nell’intimo di questa neve…




venerdì 9 settembre 2016

Lacrima di luce








Siamo composti di solitudine.

Catene che pesano nel grembo
come il turbinio del vento
che spande silenzio nella notte.

Sempre assorto rimane il canto
dove nessun frammento d’amore
s’annida nell’alito del mondo.

Danze  di farfalle
cesellano la magia di mille colori
incesti che dipingono
occhi  senz’alcun respiro .

Così remoti nel canto.

Così persi
dentro una lacrima di luce.


martedì 6 settembre 2016

Alito d'amore







La storia di una lunga giornata
mi porta stancamente a credere
nell’errante cammino di un vagabondo
emisfero di sensazioni morenti.

La rabbia sfiora l’imponderabile sentenza
come la facciata di un pianto materno
che s’aggrappa nel seno muto
sopra un silenzio disperso nei meandri
di una montagna di pietra.

Questo non è un sogno proibito
ma lo splendore di orchidee e magnolie
di abeti e platani di cipressi e agavi
abbracciati ed uniti nella crudelta’
di due occhi umani distesi nell’infinito
gli stessi occhi sofferenti che vivono
nel raggio d’amore di una luce notturna.

Oggi nel primo canto di primavera
sento gli stormi di uccelli venuti dal sud,
ascolto il loro schiamazzo e canto mattutino
in cima al melo ai tigli ai pini.

E’ possibile almeno per un giorno
sentirsi finalmente felici...gioiosi
 osservare il dolce dondolio flessuoso dei rami
guardare le vette innevate come veli di spose
ascoltare il respiro del vento nella voce di Dio..
e finalmente annusare l’alito d’amore del tuo corpo



martedì 30 agosto 2016

L'ultimo messaggio







Lieto fu il tuo messaggio.
Mi venne letto
nell’eterna confidenza
della mia anima
in un giorno tiepido
perso nelle foglie ingiallite
di questo mese di Ottobre.

Ingenuo amore,
che lusingavi i miei sogni,
accogli nella voce del vento
questi angeli bianchi
affinche' solitario
vivo disperso dentro
cristalli di polvere d'oro.

Non piu’ lacrime asciugate
dalla brezza marina,
non piu’ scalpitanti
e ritrosi respiri
assaporati da urla distanti,
non piu' sguardi indiscreti
rivolti ad un Dio minore.

Tutto resta dipinto da un volto celeste.
Tutto resta abbandonato nel vortice
di un’ombra mai persa
laddove tutto il tuo amore
vive d'una sola creatura
plasmata nell’eco del cuore,
sfondo immortale della notte
aggrappato a sensi e i gesti
che fioriscono fissi nello spazio.

lunedì 29 agosto 2016

Vorrei parlare del tempo






Vorrei parlare del tempo
ma parlare è solo esistere.

Cosi' il tempo diviene fioritura
d'ogni distanza del cuore,
il volgere del dorso d'una mano
che cerca il limite d'un volto
come la pazza frenesia
che avvolge questa mia incoscienza
-fiotto eterno di dolore-
persa lungo un ciglio di strada.

Vorrei redimere le grida del tempo
là dove un senso rianima il suo respiro.

Ma il giorno non ha piu' sosta
e nessuno si abbandona
nel sogno univoco della notte
feconda dimora di chiarori
ed ombre passive d'amore.


lunedì 22 agosto 2016

Tracce di liriche



Il gemito del poeta
muore lentamente
nell'accumulo ripetitivo
di sogni e complessi pensieri.

Tracce di liriche restano 
aggrappate nell'anima.

Tutto trascende 
nella miseria umana
la stessa che mostra le fauci
di uno spettacolo inaudito
e non trova il carisma
ne lo spazio vitale
di una assoluta necessità d'amore.

martedì 2 agosto 2016

Diaframma della notte




Il muto diaframma della notte
rimane appeso ad una verità nascosta
un vuoto che trascende lentamente
nell'opaca luce di una stanza.

Sospinti da zefiro come coriandoli
abbraccio geloso questi ricordi
una giravolta di nomi
disegnati sopra muri di vecchie stazioni.

Vorrei risorgere come un'aurora
condensarmi nel profondo dei pensieri
rincorrere eterne confidenze dell'anima.

Ma tutto resta bufera.
Tutto resta immobile nelle spirali azzurre.

Il vento mi spinge nell'eterno abbandono
laddove l'assurdo gemito di un lamento
 ristagna nei pensieri del cuore 
e si perde dolcemente nella densa foschia 
delle mie ore perdute...

martedì 26 luglio 2016

Petali di solitudine





Nessuna incertezza
respira nell'alveo del cuore.

Tutto diviene  silenzio,
forse respiro,
nel battito d'un pendolo
appeso ai ricordi dell'anima.

Rubo per un solo istante
un sorso d'amore,...
follia d'una metafora 
che abbraccia una poesia morente.

Ti guardo come
l'immenso desiderio del mondo
una ragione calcolata
che fa prigioniero 
questo composto di solitudine.

giovedì 21 luglio 2016

Il pane e le viole




I pensieri cercano la quiete del respiro
là dove il grido dell'ultima rondine
si perde nell'eco della valle solitaria.

L'incanto del giorno muore.

Intense emozioni sovrastano
il perimetro del mio cuore.

Bagliori di luci
dipingono le corolle dei monti,
e tutto sembra una collana di perle
incastonate nell'immenso cielo.


Ascolto la voce del lago
ed osservo il vertiginoso moto
dei mulinelli d'acqua.

Sulle sponde in fiore 
assaporo la fragranza di questo pane 
ed annuso il mistico profumo delle viole.

Tutt'attorno si trascina lentamente 
dentro ricordi che vivono nel pianto,
e tu dolcemente sorridi e rincorri
l'ultimo abbraccio come un sottile
petalo di paradiso...







mercoledì 20 luglio 2016

Intima vecchiaia




Perso nel silenzio del colle
affondo le mie radici
nelle arse zolle della terra
e come la forza del vitigno
resto aggrappato ai lontani ricordi.

Le mie mani affusolate tremano
nello spazio breve di un respiro.

Tra le rughe assimettriche
(scavate sul mio volto
dal logorio del tempo remoto)
vedo l'intima vecchiaia nascere
passo dopo passo nella giravolta
di lacrime e rimpianti...

Tutto tace nel perimetro dell'anima,
mentre riaffiorano sillabe e consonanti
sciolte nelle confidenze del vento.

Questa notte sarà speciale.

Anche la luna si metterà all'ascolto
e potrà sentire nel silenzio
il palpito dissonante del tuo cuore
incessante battito che vibra
nell'eterno colloquio d'amore... 

venerdì 1 luglio 2016

Fragili poeti




Ascolto il rumore dei tuoi passi
nel buio della notte; leggeri
come il fruscio del vento,
silenziosi come  baci rubati
ad amanti lontani.

Restano superflue le parole
che spendo avidamente 
sopra il crinale di un'esistenza
che annoda le immagini solitarie
nel moto irrequieto del cuore.

Diviso tra le sponde d'un pianto silente,
tutto resta immobile sulle macerie 
increspate lungo una strada antica,
ennesima vertigine d'omertà
che vive simbionte sotto un raggio di luna.

Tutto muore nel buio della notte.

Muore l'ansia del destino,
muore l'inquietudine dell'anima,
muore l'equilibrio di un amore fecondo.

Ogni cosa è involucro del nulla,
ed avanza come una lucciola oscura
che si ferma a narrare una disperata leggenda
piegata sotto il peso irriverente della paura.

Nessun convitto sà darmi pace.

Nell'assoluto riverbero del mio respiro
tutte le mistiche d'amore si disperdono
sopra onde spumose...

Fuori da questo morso violento
rimango impotente davanti al buio
e mi ritrovo a raccogliere i sospiri divini
persi nell'eco di morte di noi fragili poeti.


giovedì 23 giugno 2016

La poesia è...





Ho infranto la corolla del sapere
là dove la mia poesia è  protagonista.

Essa diviene persuasiva,… 
depositaria di una verita’
che circonda un alfabeto muto.

 La poesia è arte.

Forza suggestiva delle muse
suadenti movimenti di danza
che colorano i moti dell’umanita’.

 La poesia è paura inconscia
espressione dell’ ”ego” lirico,
l’eterno riflesso della sua identita’,
un narratore arcaico
testimone del tempo antico.

 La poesia è verita’ feconda,
logica anticonvenzionale
senz’alcun modello figurativo,
l’infinita polivalenza dell’ esistenza,
una rappresentazione geometrica
persa nella sua variabile.

 La poesia è dottrina
etica di un canto processionale,
un fecondo epitalamio che raccorda
nel vortice spirituale le mani di Dio.

 La poesia è amore
coralita’ espressiva del cuore
cornice di un lento rituale ludico,
un cristallo di pianto silente
che si perde nell’assoluta razionalita’
delle proprie consonanti.

Omaggio ad Andrea Zanzotto




Questa lirica di Zanzotto, intitolata "Nel mio paese", contiene  suggestioni, problematiche, complicità che intercorrono tra poeta e paese, diversi spunti che ineriscono al complesso rapporto fra artista e ambiente, fra mondo poetico della rappresentazione e mondo reale della collocazione. Dunque, il ménage tra poeta e paese è sempre di tipo psicologico, oltre che sociologico o antropologico: direi ecologico, nel senso originario dell’etimologia, sia di immedesimazione, sia di ribellione, comunque di interazione vissuta come presenza e come assenza, come ritorno o come allontanamento: il paese è tuttavia il liquido amniotico della vita individuale, centro gravitazionale dove, dopo tutto, il caso ci ha posto, insinuandoci la memoria di una patria, di un “rientro”, che è necessario come l’istinto di sopravvivenza.


                                                                                            NEL MIO PAESE


(da "Dietro il paesaggio")

Leggeri ormai sono i sogni,
da tutti amato
con essi io sto nel mio paese,
mi sento goloso di zucchero;
al di là della piazza e della salvia rossa
si ripara la pioggia
si sciolgono i rumori
ed il ridevole cordoglio
per cui temesti con tanta fantasia
questo errore del giorno
e il suo nero d'innocuo serpente

Del mio ritorno scintillano i vetri
ed i pomi di casa mia,
le colline sono per prime
al traguardo madido dei cieli,
tutta l'acqua d'oro è nel secchio
tutta la sabbia nel cortile
e fanno rime con le colline

Di porta in porta si grida all'amore
nella dolce devastazione
e il sole limpido sta chino

           


mercoledì 15 giugno 2016

Breve è stato l'incontro



Breve è stato l'incontro
così tenue agli occhi del mondo
così acceso al vagito d'amore.

 Un cielo purpureo ondeggia
  tremante nella vastità
della profonda spirale dell'anima.

Luce d'ombra di  pura follia
quieta il sospiro sensuale
di carezzevoli e gelosi segreti.

Tutto s'annienta nell'incanto della luna.

 E' così che tu ami i tuoi sogni,
ed io mendicante elemosino
il bacio estremo della tua aurora
che solitaria attende serena

l'immensa gioia 
dopo l'intramontabile notte.

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